Cos'è
Dopo Pontassieve, IO MI RIFIUTO di Edoardo Malagigi arriva a Pienza.
Le opere sono le stesse, ma l’incontro cambia.
Cambiano lo spazio, il paesaggio, le relazioni e il punto da cui siamo chiamati a guardarle.
È proprio questo il senso di una mostra itinerante: ogni tappa aggiunge una prospettiva nuova e rinnova le domande che le opere portano con sé.
La mostra si sviluppa in diversi luoghi del Cetro Storico di Pienza, creando un percorso pubblico e accessibile tra piazze, spazi culturali e spazi urbani. Le opere, realizzate con materiali di riciclo affrontano temi attuali: la crisi climatica e ambientale, l’estinzione, l’inquinamento.
L’uomo non è unico e solitario protagonista, ma co-protagonista di una storia in cui le sue azioni hanno conseguenze significative su tutti gli altri personaggi. Le opere di Malagigi invitano a guardare il mondo da una prospettiva diversa e a riflettere insieme sul passato, sul presente e sul futuro che stiamo costruendo.
A Pienza, città costruita intorno a un’idea di equilibrio, armonia e relazione tra intervento umano e paesaggio, queste opere incontrano un equilibrio oggi più fragile.
Cartone, tetrapak, pulper, filtri esausti e plastica riciclata entrano così in dialogo con il centro storico e ci invitano a ripensare ciò che consideriamo degno di attenzione, valore e cura.
Le opere cambiano luogo. Le domande restano.
📍 Pienza
📅 26 settembre – 15 novembre 2026
🕔 Inaugurazione 26 settembre, ore 17.00
Le opere saranno esposte in:
- Chiesa del San Carlo Borromeo
- Largo Mario Luzzi
- Loggiato Palazzo Comunale
- Sala Consiliare del Palazzo Comunale
- Piazza Galletti
La mostra sarà accompagnata dalle didascalie audio realizzate dai ragazzi dell’Associazione Spazio Giovani Pienza.
Le didascalie sono accessibili tramite QR code.
L'artista
Edoardo Malagigi, designer e docente, da oltre cinquant’anni esplora il legame tra arte, sostenibilità e partecipazione. Le sue opere, spesso create in contesti pubblici e collaborativi, trasformano materiali di scarto in simboli visivi di consapevolezza collettiva.
Ha lavorato in numerosi contesti internazionali, sviluppando progetti in collaborazione con enti culturali, istituzioni accademiche, realtà sociali e comunità locali in Europa e Asia.
Il suo approccio si basa sulla relazione tra arte, educazione e cittadinanza attiva, promuovendo una visione come pratica collettiva e trasformativa.